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mercoledì 11 maggio 2016

12 maggio 2016 : presidio dei lavoratori dell’Ospedale San Paolo contro le pessime condizioni di lavoro

12 MAGGIO GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE
MA NON C’E’ NULLA DA FESTEGGIARE CON QUESTI ORGANICI DI PERSONALE RIDOTTI ALL’OSSO E GLI OPERATORI ALLO STREMO DELLE FORZE
PRESIDIO dalle ORE 10.00 ALLE ore 13.00 sotto la Sede della DIREZIONE TERRITORIALE del LAVORO Via Mauro Macchi n. 9/11 MILANO
In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, i Lavoratori dell’Ospedale San Paolo saranno in Presidio sotto la sede della Direzione Territoriale del Lavoro di Milano dove verrà presentato un Esposto sulle condizioni lavorative e di stress degli operatori sanitari, sia questi Infermieri che Personale di supporto, costretti a svolgere turni notturni massacranti, a saltare i riposi, a rinunciare a giorni di ferie e a non poter programmare nulla della propria vita privata, perché per “esigenze di servizio” possono sempre essere richiamati in servizio.
Saremo sotto questo Palazzo dove una sede territoriale del lavoro, che dovrebbe vigilare sull’applicazione sia delle norme contrattuali che di quelle relative alla sicurezza e tutela dei lavoratori, molto spesso e’ sorda alla richieste e rivendicazione di quest’ultimi.
Dallo scorso 25 Novembre ’15, il lavoro di tutto il Personale del Comparto della Sanità doveva essere riorganizzato in modo da adeguarsi integralmente alla normativa europea sugli orari di lavoro e sui riposi, conseguentemente alla applicazione della Legge 161/2014. Ma le Direzioni delle varie Aziende Ospedaliere l’hanno applicata al solito modo e cioé “all’italiana”: invece di assumere il Personale hanno aumentato le ore del turno notturno.
Con questa iniziativa vogliamo aprire una piattaforma rivendicativa per il riconoscimento delle tutele sul lavoro notturno e contro la carenza di organico del personale ospedaliero che la Regione Lombardia non vuole riconoscere. In effetti sul territorio nazionale la carenza di organico per coprire la turnazione del personale di assistenza è di 18.000 operatori (oltre 2.000 in Lombardia alla luce dell’entrata in vigore della normativa sui riposi), mentre ne servirebbero più di 60.000 per adeguarsi alla media OCSE di Infermieri per 1.000 abitanti (in Italia la media é di 6,4 infermieri contro gli 8,8 degli altri Paesi OCSE).
Per questo motivo saremo (in data da comunicare) sotto il palazzo della Regione Lombardia con una mobilitazione che vedrà coinvolta la popolazione, forze sindacali ed associazioni perché la nuova legge regionale di riordino delle Aziende Ospedaliere e del Territorio entrata in vigore dal gennaio ’16, sta facendo scempio del SSN, con accorpamenti di Aziende, chiusure di reparti e Servizi sociali, aprendo la strada alla privatizzazione più sfrenata e lucrando sulla salute dei cittadini e dei lavoratori.
Occorre che tutti facciano sentire la loro voce ed esigere con forza  per noi e per i cittadini condizioni corrette di lavoro ed il rispetto dei diritti fondamentali quale quello alla salute.
Comunicato del Sindacato Autogestito USI Sanità – Ospedale San Paolo

sabato 26 settembre 2015

Medicina Democratica . Contributo dal pre-congresso di Milano : UNA PROPOSTA PER IL CONGRESSO



La riunione precongressuale di Milano che si è svolta il 19 settembre, ha portato a riflettere sulla possibilità che il Congresso di Firenze – 19/21 novembre 2015- sia un momento di grande apertura. Medicina Democratica, la Rete per il diritto alla salute, la rete sostenibilità e salute, l’Associazione italiana esposti amianto e le altre associazioni presenti si devono impegnare ad elevare il livello di relazione fino ad arrivare alla costituzione di un’unica grande rete nazionale, votata al miglioramento delle condizioni di salute, di lavoro e di vita dei cittadini e della popolazione che più soffre della condizione di disagio, di povertà, di stress.
Dobbiamo guardare alle persone migranti che fuggono dalla loro terra per guerra o per fame e si dirigono verso quei paesi che – si spera ardentemente – li trattino come persone umane.
Partiamo da Medicina Democratica che ha una lunga storia, la più lunga forse (insieme a Psichiatria Democratica) fra le associazioni e i movimenti che conosciamo. Questo, ha fatto notare qualcuno, nel corso della riunione del 19, è anche un limite, per l’età di buona parte dei suoi dirigenti, per un possibile arroccamento su posizione di chiusura e di non modificabilità del proprio percorso. L’apertura a una Rete ha il senso di diffondere e condividere la “memoria storica” e al tempo stesso, trovare motivo di apertura ad uno spazio nuovo e diverso, anche nelle persone che dirigono.
I principi etici fondamentali, ad esempio il superamento della contraddizione salute e lavoro, rimangono, e sono legate al necessario superamento delle “produzioni di morte” (non solo le fabbriche inquinanti, ma anche quelle di armamenti). Esse pongono il problema di un nuovo modo di crescere o forse di decrescere, rivalutando condizioni, come quelle dell’agricoltura, lontane fino ad oggi dalla nostra mentalità metropolitana.
Vi sono le condizioni di disastro ambientale che, insieme a quelle di nocività nei luoghi di lavoro, ci contraddistinguono dagli inizi della nostra storia, ma che oggi sono arrivate al dunque: c’è la figura del bambino riverso, morto sulla spiaggia e l’immagine dell’orso ischeletrito abbandonato su una lastra di ghiaccio in via di scioglimento, condannato alla fine.
La condizione ambientale ci riporta alle vecchie e non finite lotte contro gli inceneritori, ma anche a quelle nuove contro le trivellazioni, insieme a quelle permanenti che vogliono impedire “i buchi” nelle montagne (NO TAV), che sconvolgono non solo montagne, ma interi territori popolazioni comprese.
La nostra storia si confonde con quella della affermazione del diritto alla salute, che è altro dalle prestazioni sanitarie moltiplicate, pronte, oggi, a diventare sanità integrativa e o assicurativa, contrapposte ad un servizio sanitario pubblico, gratuito, partecipato, basato sulla prevenzione, diffuso in servizi territoriali, attento alla condizione sociale, lontano dalla esclusione di migliaia di cittadine e cittadini definiti ”diversi” per modi e comportamenti considerati estranei, a volte, solo perché poveri.
Dunque una coalizione sociale, ma anche politica, di salute, lavoro, ambiente, contro l’emarginazione e la povertà che afferma il diritto e i diritti richiedendo e operando per ottenere le risorse necessarie che esistono, solo che devono essere trasferite nelle mani di chi ha bisogno. Il contrasto alla corruzione, al clientelismo e alla delega è conseguente.
L’ottavo congresso di md potrebbe essere quello della svolta. Quello della costruzione della Rete, con forme organizzative per costruirla e per svilupparla. E se ciò fosse condiviso, dovrebbe essere eletto un gruppo di lavoro permanente che si incarichi di lavorare allo scopo.
Fulvio Aurora

venerdì 5 giugno 2015

SABATO 6 GIUGNO CONVEGNO DALLE ORE 9,30-14 ALLA CASA DELLA CULTURA (via Borgogna 2 Milano – MM 1 San Babila) INVITO A DISCUTERE DI SANITA’, MA SOPRATTUTTO DI DIRITTO ALLA SALUTE.


RETE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE di Milano e Lombardia

MEDICINA DEMOCRATICA - Movimento di Lotta per la Salute

CONVEGNO DI SABATO 6 DALLE ORE 9,30-14 ALLA CASA DELLA CULTURA (via Borgogna 2 Milano – MM  1 San Babila) INVITO A DISCUTERE DI SANITA’, MA SOPRATTUTTO DI DIRITTO ALLA SALUTE

L’occasione è il progetto di legge regionale di iniziativa del Presidente della Giunta, Roberto Maroni.   “Evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo”. Un titolo che ci desta qualche perplessità. Ci domandiamo se si ha la volontà di migliorare la condizione di salute della popolazione, senza che questa, nei suoi variegati modi di aggregazione, possa intervenire nel merito.  
La partecipazione, come la prevenzione è una conquista. Ce lo insegna la storia, quella di una riforma sanitaria impostata già negli anni di lotta per la Liberazione dal nazi fascismo (CLNAI, 1944), sancita con una legge nel 1978, e, progressivamente nel tempo smontata, piuttosto che realizzata.  
LA PROPOSTA E’ QUELLA DI UNIRE LE FORZE, LE MOLTE FORMAZIONI ASSOCIATIVE PRESENTI SUL TERRITORIO, IMPEGNATE PER LA DIFESA O L’AFFERMAZIONE DI PARTICOLARI DIRITTI. NON PENSIAMO DI ESSERE SMENTITI SE DICIAMO CHE DIFFICILMENTE - DA SOLE – ESSE OTTENGANO RISULTATI APPREZZABILI.
RITENIAMO CHE CI SI DEBBA UNIRE, PUR NELLE DIFFERENZE, E MODULARE UNA PROPOSTA ARTICOLATA, COSTRUIRE UNA RETE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E PROMUOVERE SUI TEMI Più IMPORTANTI ED ESSENZIALI UNA AMPIA MOBILITAZIONE,
Di questo si parlerà sabato, e si entrerà nel merito di diversi argomenti con l’aiuto di esponenti di associazioni, movimenti ed esperti che hanno già data la loro disponibilità ad intervenire al seguito della presenza di Giorgio Duca e della relazione di Giorgio Cosmacini e cioè:
la prevenzione nei luoghi di lavoro e sul territorio; la medicina di base, la salute della donna (consultori e IVG), ospedali per intensità di cura, uso dei provvedimenti disciplinari in sanità, per un nuovo sistema di finanziamento degli ospedali e dei professionisti,  le dimissioni selvagge dagli ospedali e le rette delle RSA,    la città metropolitana e la sanità, la salute mentale.

Hanno proposto brevi interventi: Antonio Muscolino Gaspare Jean, Lalla Bodini, Roberto del Bono, Alberto Marino, Achille Zasso, Isacco Sullam, Fulvio Aurora,  Maurizio Bardi, Fondazione Allineare Sanità e Salute, Redazione donna di Medicina Democratica.
 Milano, 3 giugno 2015